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Biopiscine e biolaghi

Oggi, la definizione ufficiale ed internazionale della biopiscina è stabilita così:

La biopiscina è un corpo d’acqua impermeabilizzato verso il suolo e non disinfettato chimicamente, costruito per la balneazione. La costante qualità del acqua balneabile è garantita esclusivamente attraverso un trattamento biologico e/o meccanico.

Si tratta di un acqua balneabile non incluso nelle linee guida per le acque balneabili 76/160 EWG; valgono invece i parametri igenici delle WHO guideline per acque balneabili non disinfettate.

EWG-> Linee guida del consiglio della Unione Europea per la qualità delle acque balneabili
WHO -> World Health Organisation

Il sistema Bio – lago è nato 30 anni fa in Austria e perfezionato in ormai quasi tre decenni di ricerche biologiche- scientifiche e sperimentazioni “in campo”. Alcuni sistemi e /o componenti sono brevettati nel paese d’origine. Sostanzialmente oggi possiamo distinguere 5 tipologie diverse che rientrano nel concetto biopiscina. Obiettivo comune di tutte le 5 tipologie è comunque quello di creare, al posto delle piscine tradizionali, laghi balneabili con una depurazione pilotata ma perfettamente naturale, che rientra nelle norme igeniche FLL; con alcune modifiche, il sistema di depurazione è applicabile anche per laghi decorativi è paesaggistici.

Essenziale non è tanto la metodologia costruttiva quanto il raggiungimento della qualità balneabile dell’acqua attraverso la precisa conoscenza ed applicazione dei processi biologici all’interno di un sistema acquatico naturale.

Perfettamente eco compatibile, la biopiscina si distingue dalla piscina tradizionale in alcune determinanti caratteristiche, che sono:

Cosa NON è una biopiscina?

Visto l’improvviso quanto spesso inqualificato proliferare di offerte per la progettazione e la costruzione di “biopiscine” negli ultimi due anni, anche a rischio che possa risultare ovvio, occorre specificare che tipo di impianto non si può considerare biopiscina.

Tipologia di biopiscine e biolaghi

Ricordando l’obbiettivo più importante, quello di ottenere un acqua di qualità balneabili, si può tuttavia dire che non esiste un solo sistema costruttivo e funzionale per le biopiscine. Si può infatti arrivare attraverso sistemi diversi e con vari gradi di rapporto tra natura e tecnica.

Da impianti totalmente naturalistici senza alcun uso di tecnica (adatto solo ad utenti decisamente amanti della natura), passando da impianti con tecnica bassa e media, fino ad impianti con l’impiego di vari tipi di circuiti, filtraggi ed aspirazione meccanica.

L’aspetto dell’acqua si differenzia notevolmente a dipendere dalla tipologia scelta. Meno tecnica si usa, più elevato deve risultare il rapporto delle aree di reposizione rispetto a quella balneabile. Più tecnica si usa, meno metri quadrati di reposizione servono.

Sono sempre e comunque esclusi trattamenti chimici e/o con UV. Entrambi sono estremamente dannosi per l’equilibrio dell’acqua e non corrispondono ai criteri di depurazione biologica.